La ginnastica mentale: Invecchiare con successo

“Credo che il mio cervello sostanzialmente sia lo stesso di quand’ero ventenne. Il mio modo di esercitare il pensiero non è cambiato negli anni, e non dipende certo da una mia particolarità, ma da quell’organo magnifico che è il cervello. Se lo coltivi funziona, se lo lasci andare e lo metti in pensione si indebolisce.

La sua plasticità è formidabile. Per questo bisogna continuare a pensare”

Rita Levi-Montalcini

Rita Levi-Montalcini

Parlando di ginnastica mentale è doveroso il riferimento a Rita Levi Montalcini, premio Nobel della scienza nel 1986 per aver scoperto e identificato i fattori di accrescimento delle fibra nervosa.

Il cervello umano è formato da circa 100 miliardi di neuroni tra loro collegati da connessioni interdendritiche che ne potenziano enormemente la capacità operativa. Fino a qualche decennio fa, il deterioramento cognitivo sembrava certo per tutti, in quanto si attribuiva all’apoptosi, morte programmata della cellula, l’acutezza del nostro cervello. Sebbene sia vero che col passare degli anni il numero dei neuroni diminuisca, sono le sinapsi fra essi le responsabili della reattività della nostra mente.

A Rita Levi Montalcini dobbiamo la scoperta dei fattori neurotrofici i quali nutrono il cervello prevenendo l’apoptosi e incrementano le ramificazioni dendritiche al termine delle quali si trovano le sinapsi. Questo è alla base del concetto di plasticità cerebrale, possibilità che il cervello ha di modificare la sua struttura e i suoi circuiti in seguito ai normali processi di sviluppo dell’individuo e in seguito all’interazione con l’ambiente. In altre parole, la plasticità cerebrale consente al cervello di riorganizzarsi in modo più efficiente per lavorare al meglio anche dopo aver subito un trauma o un insulto psicologico.

Posto che l’invecchiamento è un processo inevitabile e non si può cancellare, che fare? Arrendersi all’oblio?
Assolutamente no!  È possibile rallentare il declino cognitivo attraverso l’esercizio.

[the_ad id=”1849″]Così come l’attività fisica permette di mantenersi in forma e conservare il corpo più giovane e scattante, allo stesso modo l’esercizio mentale aiuta a tenere viva l’attività cerebrale e la reattività della nostra mente. Non esistono bacchette magiche che possano annullare i segni della clessidra ma il modo migliore per contrastare il declino, oltre a seguire stili di vita improntati ad una buona igiene del sonno, alimentazione, socializzazione e pensiero positivo, è assumere un atteggiamento improntato alla “curiosità”, un vero e proprio toccasana per la nostra mente e un antidoto alla pigrizia mentale, il nemico numero uno del cervello.

Tra dieci anni saremo ciò che adesso “coltiviamo” e, mentre a livello fisico questo concetto è ben assodato, a livello cognitivo un po’ meno. Per ridurre la pancetta bisogna abbassare il colesterolo, ridurre la glicemia e fare attività fisica; per questo motivo vediamo sempre più gente che corre, passeggia, cammina, ponendosi come obiettivo una buona salute fisica. Stessa cosa bisogna fare a livello cognitivo, ovvero attuare programmi di stimolazione intellettiva con finalità preventiva, potenziando le capacità cognitive del normodotato attraverso una “muscolarizzazione” del cervello mediata dalla plasticità neuronale.

DOTT.SSA MARIA BUCCI

È preferibile abituare il nostro cervello a lavorare metodicamente fin da piccoli, come si fa con la ginnastica. Chi ha iniziato da piccolo a praticare uno sport si ritroverà in età adulta con molti più vantaggi rispetto a chi ha condotto una vita pacata e sedentaria: riduzione del peso corporeo, migliori livelli cardiovascolari, riduzione del diabete. Tali differenze individuali si riscontrano anche nei livelli di invecchiamento del cervello. Numerosi studi scientifici, condotti sui gemelli omozigoti, cresciuti in ambienti diversi, hanno messo in evidenza come il fattore genetico sia responsabile per circa il 20% dell’efficienza mentale, mentre il restante 80% è determinato dall’ambiente in cui si è cresciuti. È un dato acquisito che le persone che hanno vissuto una vita ricca e stimolante abbiano minori probabilità di incorrere in patologie neurodegenerative rispetto a chi ha vissuto in un ambiente deprivato e povero di stimoli.

Il deterioramento cognitivo, quindi, è inversamente proporzionale all’attività cognitiva che il soggetto svolge.  Questo ha trovato conferma anche attraverso studi di neuroimaging (TAC, risonanza magnetica funzionale, TMC, PET SPECT) i quali hanno evidenziato che, quando svolgiamo esercizi o stimolazione cognitiva di vario genere, le aree del cervello ad esse correlate si attivano e si rinforzano creando nuove ramificazioni e inducendo quindi fenomeni di plasticità cerebrale.

DOTTORESSA IOLANDA GISONDO

Ecco quindi che opportuni esercizi cognitivi ci permettono di produrre sinapsi, stimolando di conseguenza le diverse aree del nostro cervello, proprio come se si trattasse di una ginnastica.  E’ possibile intuire che gli obiettivi della ginnastica mentale siano quelli di contrastare il declino cognitivo tipico dell’invecchiamento e l’insorgenza delle patologie degenerative ad esso correlate, mantenendo ad un livello costante e ottimale l’agilità, la flessibilità e le prestazioni del cervello.

Gli esercizi della ginnastica mentale riguardano e stimolano numerose funzioni: attenzione, concentrazione, memoria, ragionamento, logica, creatività, linguaggio, etc strettamente associate a determinate aree cerebrali.

La stimolazione cognitiva è svolta da psicologi iscritti all’Albo professionale. Si avvale prevalentemente di schede formato A4, riportanti testi o disegni che fungono da stimolo. Numerosi studi rilevano che già dopo i primi 4 incontri si ottengano miglioramenti significativi dell’attenzione, concentrazione, memoria, velocità di reazione e fluenza verbale. Si rivela anche una sensibile riduzione della tonalità depressiva che spesso accompagna le persone che percepiscono il peggioramento delle proprie capacità cognitive.

È utile fare qualcosa di diverso: usciamo dalla nostra area di comfort, quella delle azioni note, delle solite persone, delle abitudini consolidate. Basta davvero poco: cambiare strada per andare a lavoro, lavarsi i denti con la mano sinistra (o la destra se si è mancini) seguire un film in lingua originale.

Sforzandoci ad osservare le cose da un punto di vista diverso, il nostro cervello ci ringrazierà e noi ci sentiremo più vivi.

Presso il laboratorio di Psicologia sito in via Gorizia n. 65 (Terlizzi) si organizzano:

  •  CORSI DI GINNASTICA MENTALE.

Per maggiori chiarimenti e\o adesioni è possibile inviare una e-mail all’indirizzo: psicolabterl@gmail.com o fare riferimento ai seguenti recapiti telefonici: 3452979041; 3494967300.

DOTT.SSA IOLANDA GISONDO

DOTT.SSA MARIA BUCCI