I Nuovi Artisti: dalla fotografia al tatuaggio

Il fotografo lo trovavi, spesso, seduto nella camera oscura davanti ad un piccolo piano inclinato di vetro illuminato da sotto con una lampadina e con sopra il negativo, sempre su vetro, di un viso o “mezzo busto”, come ti spiegava lui, che con la matita di grafite appuntita bene ritoccava i “difetti” del volto raffigurato per poi stamparlo su carta vergine.

Era un lungo lavoro da certosino che facevano del fotografo un “artista” che rispettavi e consideravi tale. Adesso, invece, prendi dalla macchina fotografica un quadratino di circa due centimetri di lato, lo metti in tasca, vai allo “studio Fotografico” dai al signore che ti riceve il quadratino che hai preso dalla macchina fotografica e dopo un minuto e una piccola operazione sul computer fatta dal fotografo, dalla stampante posta nell’altra stanza escono quaranta copie degli scatti che avevi fatto con la macchina fotografica. Rimani perplesso e ripensi al tuo amico fotografo seduto nella camera oscura che ritoccava il negativo. Ma, diceva il mio vecchio amico Eraclito, il tempo passa e tutto cambia!

Tra i nuovi artisti ritengo giusto annoverare tutti coloro, ufficiali e abusivi, che effettuano i tatuaggi ai volenterosi che si sottopongono a questa, alquanto moderna, pratica.

[the_ad id=”1812″]Non dobbiamo dimenticare che questa operazione, nella nostra civiltà meridionale, era riservata a coloro che, per colpa o per disavventura, si trovavano a passare qualche anno nelle patrie galere. Infatti, ricordo che da bambino gli amici e parenti mi facevano notare “quell’uomo con i disegni sulle braccia o sul petto” e mi consigliavano di stare attento a quelle persone perché chi portava un tatuaggio era un “ceffo da galera”.

In genere si tatuavano scritte in ricordo della “cara mamma” o un crocifisso o qualche disegno senza significato ma che all’interessato ricordava momenti particolari. Poi è arrivata la televisione e ha mostrato i “grandi” del calcio, le signorine ballerine o modelle tatuati in modo esagerato a cominciare dalla testa e finire ai piedi. Si possono vedere sulle braccia scritti i nomi delle “ fidanzate “ o “fidanzati”, sul petto cuori, visi, poesie e tanti fiori o scene astratte contornate da motivi floreali che slanciano la figura.

I disegni riprodotti fanno concorrenza al più significativo astrattismo in particolare quelli riprodotti sulla parte posteriore delle ragazze all’altezza della vita e che si allungano verso l’ingrasso “del lato B”. E, subito, i nostri giovani hanno risposto entusiasti a questo “colpo di cultura” che ci veniva dai campi di calcio delle serie maggiori o dalle passerelle o dai “Red Carpet”.
Non viene trascurata neppure la moda dei tagli di capelli molto alti e cortissimiai lati mentre il centro viene lasciato lungo e pettinato a volontà o come le onde causate dal vento ma piene di gel.

Vedere questi quadri viventi girare per il paese viene spontaneo pensare alla reazione che una persona sprovvista di tatuaggi può avere il momento in cui si trova a letto con un ragazzo o ragazza ricoperta da questa moderna forma artistica. Inoltre, sarà sicuramente interessante vedere la reazione che avrà il tatuato moderno quando si troverà a guardarsi allo specchio il momento in cui sia i muscoli che il resto del corpo, a quella “certa età”, non sarà più tonico ma un vecchio flaccido ammasso di pelle.

Penso che lo spavento sarà evidente!

a cura di Vincenzo Altamura